La grande truffa del nuovo millennio. Se cambiano i suonatori la musica è sempre la stessa?

“Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare”.

The Imitation Game

Anno nuovo, nuovo post. Del resto le cose mi piace iniziarle, non finirle. Ho aspettato tanto prima di scrivere di nuovo, è vero, ma a volte una pausa di riflessione, un anno sabbatico, sono necessari per non cadere nella ridondanza, della serie “me la fischio e me la canto”.

1406019549_the-imitation-game-movie-new-pic-2Inizio questo post con una massima rubata ad una signora bolognese oggi all’ora di pranzo sul 20 diretto al Pilastro. “Cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa”. E’ vero, ma potrebbero suonarla meglio. Lo stesso pezzo swing cantato da Frank Sinatra o da Marco Carta nel suo ultimissimo cd natalizio risulta essere uguale alle nostre orecchie? Se sì, il problema non è dei suonatori, ma nostro.

Ieri, primo gennaio dell’anno di grazia 2015, sono andata al cinema a vedere “The Imitation game”, meritevole pellicola già in corsa per l’ambita statuetta dorata a Los Angeles, soprattutto il protagonista, Benedict Cumberbatch, bellissimo e divino nell’interpretazione, anche se ai miei occhi è e rimarrà sempre l’investigatore londinese di Baker Street nella fortunatissima serie prodotta dalla Bbc. La storia di un genio che dalla sua non aveva nulla: ebreo, omosessuale, strambo. Con questi presupposti si va poco lontano, peccato che Alan Turing, è questo il suo nome, abbia inventato il prototipo di quello che poi è diventato il computer e con questa invenzione abbia fermato la seconda guerra mondiale salvando milioni di vite. Questo, nel 1941. Noi ne siamo venuti a conoscenza grazie al film a lui dedicato nel 2015, 74 anni dopo. Va bene che il Buggery Act, la legge che in Inghilterra dichiarava reato penale l’omosessualità, è sopravvissuto fino al 1967; da allora riguardo all’argomento i nostri amici oltre la Manica hanno fatto passi da gigante ma allora perchè di Alan Turing non si è mai sentito parlare, mai fino a pochi mesi fa?

Forse perchè la sua attività di crittografo durante la seconda guerra mondiale è stata coperta da segreto di stato fino al 2009? O forse, ed è molto più probabile, perchè il governo inglese ha peccato di omofobia perseguitando un eroe, morto suicida nel 1954, al quale Sua Maestà ha elargito la grazia solo nel 2013? Ma questa è storia, e la potrete leggere a breve in centinaia di libri che verranno pubblicati sull’argomento, libri che parleranno del libro che ha raccontato nel libro ecc…Certo, non è la prima volta che un popolo per dire “grazie” abbia dovuto ricorrere alla cinepresa: c’è chi sostiene che il film Avatar, del 2009, non sia altro che un esplicito mea culpa degli americani nei confronti dei nativi. Questo sarà stato possibile giusto perchè il generale Custer è morto da quasi 150 anni, ma i pellerossa dalle riserve immagino quanto possano aver ringraziato per il gesto. Come si dice in questi casi, l’importante è il pensiero.

1412885793451Il problema è un altro, che poi è sempre lo stesso: la diversità spaventa, e la serietà non fa notizia. Neanche 20 giorni fa ho assistito ad uno degli avvenimenti storici più importanti del nuovo millennio: il 17 dicembre 2014 il governo americano ha annunciato di voler porre fine all’embargo a Cuba, e nessuno ne ha parlato. Non dico al bar, o alla fermata dell’autobus o dalla parrucchiera, ma perfino i telegiornali sono stati parsimoniosi sull’argomento. Di certo non posso pretendere che Bruno Vespa dedichi alla questione una puntata speciale di Porta a Porta con tanto di plastico di Cuba in studio per verificare i luoghi dove Obama, Raul Castro e Papa Francesco si potrebbero essere incontrati per un Cuba Libre e un buon sigaro. Ma le spunte blu di Whatsapp hanno decisamente suscitato molto più interesse a confronto, o almeno per i giornalisti di Studio Aperto è stato così: quante relazioni sentimentali avrà compromesso l’aggiornamento della popolare applicazione?

Tralasciando la tristezza delle scelte mediatiche del nostro paese, direi di tornare a Turing che, come dicevo, era un genio e quindi diverso, ma soprattutto era omosessuale e quindi decisamente diverso. La diversità ha sempre fatto paura e non ha ancora smesso perchè i ragazzini a scuola continuano ad essere vittime di bullismo da parte dei compagni se anche solo vagamente sospettati di essere gay, ma non solo: sono vittime di sevizie anche se grassi, se poveri e se figli di probabili comunisti (ancora…). L’unico modo per non essere presi di mira a questo mondo quindi è essere ricchi, o almeno benestanti, eterosessuali, prepotenti e stupidi. Abbastanza stupidi da confondersi perfettamente con la massa, senza avere idee discordanti, senza opinioni particolarmente illuminanti, e soprattutto, senza gusto.

Il gusto è un qualcosa che fa la differenza e qui mi ricollego al discorso omosessualità perchè, a mio avviso, l’omosessualità non è nè una malattia congenita, nè una deformazione, nè un cromosoma mancante dalla nascita. L’omosessualità è dettata dal gusto, quindi perchè dev’esserci tutta questa vergogna a chiamarla diversità? Perchè il termine diverso deve essere considerato una discriminazione? E’ questa la stupidità e a questo proposito sono costretta a bacchettare anche i lettori gay che si sentiranno subito messi all’angolo anche se non è così: smettetela di offendervi se vi sentite chiamare “diversi”, anche se con disprezzo, perchè dovreste essere solo orgogliosi di avere un vostro gusto, una vostra opinione e un vostro colore ben definito in questo grigiume diffuso.

Turing era nel suo mondo fatto di numeri e altre genialità varie quindi era diverso all’ennesima potenza. Ovviamente il fatto che sia stato un genio e anche omosessuale non ha nessuna connessione: Mark Zuckerberg ha inventato Facebook a 21 anni quando la ragazza l’ha mollato e non dite “sì vabbè ma Facebook…” perchè è un genio anche lui e Facebook lo usiamo tutti. Certo non ha fermato la guerra e non ha inventato nessun vaccino contro qualche malattia mortale, ma a suo modo ha cambiato il mondo.

Non cerchiamo di giustificare la genialità con l’omosessualità perchè finirebbe per essere sempre e comunque un luogo comune. Giustifichiamo piuttosto la curiosità e impariamo ad usarla.

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